UNA LEZIONE DI INGLESE ALTERNATIVA: RACCONTIAMO LONDRA AI BAMBINI

A volte si entra in classe e non tutto va come avevamo programmato.

A volte i bambini ti danno degli spunti e, in quei casi, é un bene ascoltarli e, quando possibile, seguirli.

Perché in quei modi riesci a catturarli e a coinvolgerli .

Questo é il racconto di una  lezione di inglese un po’ alternativa, che mi é capitato di svolgere lo scorso anno.

Una lezione in cui io non ho proprio fatto lezione, ma che secondo me é stata piu utile di altre. Ecco cosa é successo:

Entro in classe, ho pronta la mia lezione per ripassare i numeri da 10 a 20 e i vocaboli dell’abbigliamento. Ho trovato anche delle schede carine e dei giochi online sul sito di British Council. Le due ore passeranno veloci.

Appena entro un bimbo mi dice sorridendo: – sai che vado a Londra? – un’altra bimba si intromette: – Anch’io, tra due settimane !-
Il bimbo dice : “prenderemo una guida, per girare”. Io gli rispondo che forse non é necessario, ci sono tante cose su internet:  mappe, itinerari, siti dei musei.

Comincio a parlare e, come sempre accade quando parlo di viaggi e di città che amo , mi metto con troppo entusiasmo a elencare luoghi e eventi… Musei, Parchi, i luoghi di Harry Potter, gli scoiattoli, il Tamigi.

Quando inizio a raccontare del Natural History Museum, gli occhi che mi guardano attenti cominciano ad aumentare. Decido allora che numeri e vestiti per oggi possono aspettare, tanto poi li sanno…vado su youtube, digito Natural History Museum e apro il video del virtual tour.

É una mossa un po’ sporca, lo so. I dinosauri vanno per la maggiore a quest’età.

So bene che la sede del museo, che ricorda un pò gli edifici di Harry Potter ,  e l’enorme  scheletro di Diplodocus esposto nell’atrio non tarderanno a catturare la loro attenzione.

 

 

Non é sempre così. A volte questi bimbi, un pò annoiati dai troppi stimoli, un pò troppo centrati su loro stessi per guardarsi intorno, stentano ad interessarsi o a lasciarsi entusiasmare da ciò che gli si propone.
Stavolta però il vecchio museo fa il suo effetto..In breve 20 teste fino a pochi minuti prima un po’ annoiate e distratte si drizzano e cominciano ad emettere suoni : wow! Guarda quello! Ma veramente ? . Scorrono le immagini dei lunghi corridoi pieni di animali, della sezione degli uccelli, dei rettili, della scala mobile che sale verso la sezione dedicata ai vulcani e terremoti.

 

 

Racconto della simulazione del terremoto nel supermercato giapponese. Ogni tanto fermo il video e evidenzio qualche vocabolo o qualche frase che loro sono in grado di riconoscere da soli. Ogni tanto traduco il commento. Dico che il museo é nato nel 1881. Sono stupiti, mi fanno domande sugli animali: – ma sono vivi? – – li hanno ammazzati per imbalsamarli ?-
Parlo un pò, spiego, ovviamente in italiano. Ogni tanto butto lì qualche vocabolo in inglese. L’entusiasmo sale, mi chiedono altri video. Gliene mostro un altro.
I bambini vogliono che io scriva alla lavagna il nome del Museo. Lo scrivo e quasi tutti lo ricopiano sul quaderno.

 

 

Mi chiedono quanto costa. Costerà molto, dicono. Spiego che questo museo , come molti altri a Londra, è gratis. Sono increduli. Sanno bene che le cose costano. Mi chiedono che soldi  si usano a Londra, qualcuno conosce le sterline, un bimbo mi chiede dove si prendono i soldi degli altri paesi. Parliamo delle banche dove si cambiano i soldi.
Un altro bimbo dice che l’Inghilterra non é piú in Europa. Guardiamo una carta geografica e cerco di chiarire il concetto.
La bimba che andrà a Londra mi chiede altri suggerimenti, ha sentito parlare del Museo delle Cere. Lancio un video del Madame Tussaud, parlo del British Museum, di Buckingham Palace e del Cambio della Guardia.

Mi gioco il jolly. Scrivo alla lavagna Hamsley e digito su youtube. Spiego che é il più grande negozio di giocattoli di Londra , che ha 5 piani e che uno di questi é tutto dedicato ai Lego, con costruzioni alte come una persona. C’è persino la Royal Family fatta di Lego. Sale l’entusiasmo, sono impazziti, si alzano tutti in piedi, sono tutti appiccicati allo schermo, mi chiedono di portarli in gita a Londra. Qualcuno dice: “non è possibile”, ” mi sento male”.

 

É il momento di fermarsi. Ci sediamo tutti. Apriamo il libro e, per gli ultimi 30 minuti, facciamo lezione. Facciamo due listening sui vestiti. Sono bravi, si ricordano tutto. Assegno i compiti e li porto in mensa.
Sono contenta. Forse oggi non hanno imparato nuove parole o regole grammaticali.
Però credo di aver acceso in loro quella piccola scintilla attraverso cui non può non passare l’apprendimento. L’entusiasmo e la voglia di conoscere luoghi diversi e lontani sono sicuramente la molla che farà scattare in loro la voglia di imparare , quell’atteggiamento positivo nei confronti della lingua, senza il quale la lingua non si impara.
A volte vale la pena non seguire il programma, ma seguire loro e i segnali che ti lanciano.

 

La sera , a casa, mentre sto preparando la cena arriva un whatsapp. Poco dopo lo leggo. É la rappresentante di classe, di quella classe.

Mi scrive: “ciao Maria Elena. hai fatto breccia nel cuore di mia figlia. Non so cosa tu le abbia fatto vedere ma é carica come una molla, sta cercando in rete musei, piazze monumenti di Londra e… abbiamo deciso di partire…buona serata

Un semino che trova terra fertile, germoglierà.

Vado a letto contenta.